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	<title>AISO Associazione Italiana di Storia Orale &#187; Percorsi della memoria</title>
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		<title>ARCHIVI DELLA RESISTENZA &#8211; CIRCOLO EDOARDO BASSIGNANI</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 10:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[LAVORI IN CORSO]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[(a cura di Tommaso Saggiorato)
Il gruppo di ricerca che ha preparato questo lavoro sa bene che la guerra partigiana nella Lunigiana fu un movimento vasto e soprattutto popolare ed è da questa prospettiva che ha inaugurato nel 2004 un archivio audiovisivo costituito da testimonianze orali di partigiani, di staffette, o anche di chi non partecipò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800000;"><em>(a cura di Tommaso Saggiorato)</em></span></p>
<p>Il gruppo di ricerca che ha preparato questo lavoro sa bene che la guerra partigiana nella Lunigiana fu un movimento vasto e soprattutto popolare ed è da questa prospettiva che ha inaugurato nel 2004 un archivio audiovisivo costituito da testimonianze orali di partigiani, di staffette, o anche di chi non partecipò alle azioni ma ne fu semplice testimone.</p>
<p>Il lavoro svolto fino ad oggi ha permesso a questi ragazzi di restituire la memoria delle lotte che hanno caratterizzato la terra in cui sono nati e cresciuti, terra di poveri contadini da cui si emigrava e dove avevano attecchito precocemente le idee socialiste, attraverso una collaborazione intellettuale e tecnica in grado di restituire una narrazione documentaria della memoria partigiana tramite un lavoro culturale da diffondere e socializzare.</p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><a href="http://archividellaresistenza.it/cms/" target="_blank">http://archividellaresistenza.it/cms/</a></span></p>
<p><span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Archivi della Resistenza- Circolo Edoardo Bassignani</strong> dal 2004 lavora nell’ambito della ricostruzione delle pagine più significative della Lotta di Liberazione nelle province di <strong>Massa Carrara</strong> e <strong>La Spezia</strong>, in quella zona che durante il periodo bellico veniva identificata come <strong>Linea Gotica Occidentale</strong>.  Le modalità di lavoro dell’associazione prevedono, partendo dalla  ricerca scientifica sul materiale documentario, la raccolta e la  valorizzazione, in varie forme, del patrimonio orale locale, attraverso  la registrazione su supporto audiovisivo delle testimonianze dei  protagonisti della Resistenza.</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.aisoitalia.it/wp-content/uploads/logo-Archivio-della-resistenza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1541" title="logo Archivio della resistenza" src="http://www.aisoitalia.it/wp-content/uploads/logo-Archivio-della-resistenza.jpg" alt="logo Archivio della resistenza" width="376" height="103" /></a><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Un popolo alla macchia</strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>29 novembre 1944-2004</strong></span></p>
<p><strong>da un’idea di: </strong>Lido Galletto</p>
<p><strong>Sceneggiatura: </strong>Alessio Giannanti, Luca Madrignani, Simona Mussini</p>
<p><strong>Montaggio: </strong>Andrea Castagna</p>
<p><strong>Interviste a cura di: </strong>Alessio Giannanti, Luca Madrignani, Simona Mussini, Roberta Petacco</p>
<p><strong>Regia: </strong>Andrea Castagna</p>
<p><strong>Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani 2004</strong></p>
<p>Il 29 novembre 1944 è mattina presto quando truppe della Wehrmacht da gran parte dell’Italia settentrionale, coadiuvate da numerosi reparti fascisti della zona, danno inizio all’accerchiamento di tutto il territorio tra Sarzana, la bassa Lunigiana, Carrara e Massa con un chilometrico cordone umano. L’imponente rastrellamento contò decine di civili uccisi e centinaia di rastrellati e rinchiusi nelle ex colonie di Marinella in attesa della deportazione. I partigiani della “Muccini” sarzanese e della “Carrara II”, dopo due giorni di scontri, attraversano in massa il fronte. La “Menconi” trova parziale riparo nelle cave di marmo, ma subisce gravissime perdite.</p>
<p>Nel documentario si susseguono 25 testimonianze di uomini e donne che parlano in prima persona del rastrellamento del 29 novembre attraverso gli eventi vissuti e gli affetti persi: il suono dei fischietti tedeschi che si rincorrono l’un l’altro, le bambine che scappano spaventate dagli spari, le irruzioni nelle case, i nascondigli nelle cantine o nelle soffitte, le deportazioni, le fughe, le morti.</p>
<p>Uno sguardo complessivo, una visione d’insieme che esaurisce efficacemente il senso del titolo “Un popolo alla macchia”: la memoria partigiana in questo caso è connotata positivamente perchè la popolazione ha espresso per la maggior parte uomini che non si sono semplicemente imboscati, ma che hanno imbracciato le armi. Non esiste nella memoria collettiva una causa scatenante il rastrellamento nazi-fascista, come è successo nel caso di Civitella val di Chiana, che attribuisse responsabilità ai partigiani, mentre c’è la convinzione diffusa che la guerriglia e la resistenza civile fosse l’unica guerra giusta. Le donne ricordano madri indaffarate a cucinare frittelle per i fuggiaschi o a preparare i nascondigli nelle botti e nelle fascine e mettono in risalto l’efficacia del loro aiuto affermando orgogliosamente che “se la clandestinità è senza spie, non la tira fuori nessuno”; ma la cosa più difficile da richiamare alla memoria è la visione della morte: ineluttabilmente le donne raccolgono i corpi dei ragazzi morti ammucchiati nel canale, portati in cimitero senza passare per la chiesa, con la paura che i tedeschi brucino pure quella e la visione di una madre che piange rimane nella testa di chi ne raccolse le spoglie: “A vent’anni ha fatto la guerra, non ha mai goduto niente quel ragazzo”.</p>
<p>Le interviste, inframmezzate da riprese dei luoghi della memoria locale come a completamento delle parole dei testimoni, fanno continuamente riferimento a spazi fisici che esistono tuttora, costituendo così una cinghia di trasmissione tra lo spazio e le persone che lo vivono, tale da  tramutare l’esperienza resistenziale in qualcosa di tangibile e visibile. In questa maniera il mezzo tecnico esplora nuove possibilità per chi lavora nelle scuole ed ha a che fare con le nuove generazioni, fornendo maggiori strumenti per la didattica della storia, in quanto l’intento è stato quello di adeguare il messaggio educativo al linguaggio visivo caratterizzante una società che non ha più difese di fronte ai messaggi omologanti delle immagini.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Fino al cuore della rivolta</strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Breve storia del partigiano “Carlin”</strong></span></p>
<p><strong>Sceneggiatura: </strong>Alessio Giannanti, Luca Madrignani, Simona Mussini, Roberta Petacco</p>
<p><strong>Montaggio:</strong> Andrea Castagna</p>
<p><strong>Interviste a cura di:</strong> Alessio Giannanti, Luca Madrignani, Simona Mussini</p>
<p><strong>Regia:</strong> Andrea Castagna</p>
<p><strong>Archivi della Resistenza –</strong> <strong>Circolo Edoardo Bassignani 2005</strong></p>
<p>Il documentario è breve, ma vuole tracciare il ritratto di un uomo che ancora prima di morire era già una leggenda perché ha significato molto per i partigiani che con lui hanno combattuto.</p>
<p>La telecamera è fissa sul volto dei vecchi compagni, il loro sguardo dialoga con i ricercatori e non guarda mai lo spettatore perché non è a lui che vogliono parlare, ma alle persone che gli pongono le domande, che sono interessate alla loro memoria e che, tramite il mezzo tecnico, dimostrano di volersi impegnare fin da subito in un lavoro di documentazione.</p>
<p>Il montaggio incastra spezzoni di interviste che riguardano la memoria di Nello Masetti, conosciuto meglio come partigiano “Carlin”, raccontata da partigiani e staffette con l’intenzione di commemorarne l’anniversario della morte.</p>
<p>Nel libro <em>La breve estate dell’anarchia</em>, intensa ricostruzione a più voci, ad una generazione di distanza dalla scomparsa, della vita di Buenaventura Durruti che fu una figura sempre oscillante tra mito e storia e che morì combattendo durante la guerra civile spagnola, Hans Magnus Enzensberger scrive: “La storia è un invenzione cui la realtà arreca i propri materiali. Non un’invenzione arbitraria, però. Fondamento dell’interesse che essa risveglia sono gli interessi di coloro che la raccontano; ed essa consente a chi l’ascolta di riconoscere e precisare meglio i propri stessi interessi, come pure quelli dei propri avversari”.</p>
<p>Proprio questo l’intento del documentario: lavorare con la memoria del partigiano “Carlin” che, con la sua precoce morte a pochi giorni dalla Liberazione, incarna ancora oggi per i testimoni che descrivono le sue azioni come “azioni non di uomini comuni” un esempio di coraggio, di sacrificio, di antifascismo. Un esempio che non va sottovalutato o stigmatizzato come epica partigiana, ma come simbolo di un ritorno dell’uomo a sé e ad un sistema di valori che ogni giorno ci costringa a pensare, a essere critici, non passivi di fronte alle trasformazioni della società e ai mezzi di comunicazione che ne hanno prodotto il cambiamento.</p>


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		<title>“BALLE E RACCONTI” DA ERCOLANO</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[LAVORI IN CORSO]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi della memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[
TITOLO: &#8220;BALLE E RACCONTI&#8221; DA ERCOLANO
A CURA DI: Paola Matafora
Dal 2008 è attivo un Progetto di Storia orale ad Ercolano presso il Centro Internazionale per gli Studi di Herculaneum,  una realtà che vive nella città, in provincia di Napoli, grazie all’iniziativa dell’Associazione Herculaneum i cui Soci fondatori sono il Comune di Ercolano, la Soprintendenza Speciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aisoitalia.it/wp-content/uploads/n1524799565_30059630_9084.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-894" title="n1524799565_30059630_9084" src="http://www.aisoitalia.it/wp-content/uploads/n1524799565_30059630_9084.jpg" alt="n1524799565_30059630_9084" width="150" height="192" /></a><em><strong></strong></em></p>
<p><strong>TITOLO: <span style="color: #800000;">&#8220;BALLE E RACCONTI&#8221; DA ERCOLANO</span></strong></p>
<p><em>A CURA DI: </em><span style="color: #800000;"><em>Paola Matafora</em></span></p>
<p>Dal 2008 è attivo un Progetto di Storia orale ad Ercolano presso il Centro Internazionale per gli Studi di Herculaneum,  una realtà che vive nella città, in provincia di Napoli, grazie all’iniziativa dell’Associazione Herculaneum i cui Soci fondatori sono il Comune di Ercolano, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei  e la British School at Rome e che ha l’obiettivo di sostenere e favorire progetti volti alla conservazione, allo studio e alla valorizzazione di detto patrimonio storico, artistico e archeologico in contesto regionale e internazionale.</p>
<p>Il Progetto di cui è responsabile la dott.ssa Paola Matafora,  indaga su alcuni temi del denso passato storico artistico della città:</p>
<p>Recupero della memoria storica di tecniche di conservazione e scavo di ex operai del sito archeologico ercolanese, di quanti  si sono rifugiati durante la seconda guerra mondiale nel sottosuolo dell’antico teatro ercolanese,dell’ultima eruzione del Vesuvio nel 1944, della conseguente distruzione della Funicolare al Vesuvio, del recupero di tradizioni e culti dell’area vesuviana e della nascita e lo sviluppo nel secondo dopoguerra del famoso Mercato delle balle americane e dei “panni usati” di Resina, che diede vita alla rinascita della città.</p>
<p>L’indagine svolta durante questo anno ha portato alla produzione di interviste che stanno a mano a mano dando corpo ad un archivio della memoria storica ercolanese e che in parte confluiranno  in un video <em>“Balle e Racconti”</em> che sarà presentato nell’ambito della Mostra fotografica  di Flaviana Frascogna e Roberto Caccioppoli <em>“Racconti da Resina”</em> ospitata ad Ercolano presso la sede del Centro Internazionale per gli Studi di Herculaneum  in Villa Maiuri .</p>
<p>La mostra resterà aperta dal 10 al 24 gennaio.</p>
<p>Ercolano (NA) ,Villa Maiuri, Via IV Orologi 23 – Email: <a href="mailto:centro@herculaneum.org">centro@herculaneum.org</a> Tel. +39 081 7882239.</p>
<p>Per chi giunge dall’autostrada: A3 Salerno &#8211; Reggio Calabria, uscita Ercolano.</p>
<p>Per chi giunge dalla Stazione ferroviaria : Circumvesuviana  linee Napoli &#8211; Sorrento, Napoli &#8211; Pompei Poggiomarino, fermata Ercolano Scavi.</p>


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		<title>TOPOGRAFIA DELLA MEMORIA – MUSEO DIFFUSO DELLA CITTÀ</title>
		<link>http://www.aisoitalia.it/2009/12/topografia-della-memoria-%e2%80%93-museo-diffuso-della-citta/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 23:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[- IN EVIDENZA -]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORI IN CORSO]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia Giulia]]></category>

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		<description><![CDATA[TITOLO: TOPOGRAFIA DELLA MEMORIA – MUSEO DIFFUSO DELLA CITTÀ. 
Percorsi multimediali e interattivi tra i luoghi della memoria e la memoria dei luoghi.

ORGANIZZATO DA: Associazione Quarantasettezeroquattro con il sostegno dell&#8217;AISO

DOVE: Gorizia
“Topografia della memoria – Museo diffuso della città” intende colmare, in un’area ricca di storia come quella goriziana, l’assenza di momenti e luoghi di riflessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.aisoitalia.it/wp-content/uploads/Linee-di-confine...1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-793" title="Linee di confine..." src="http://www.aisoitalia.it/wp-content/uploads/Linee-di-confine...1-150x150.jpg" alt="Linee di confine..." width="150" height="150" /></a>TITOLO: <span style="color: #800000;">TOPOGRAFIA DELLA MEMORIA – MUSEO DIFFUSO DELLA CITTÀ</span></strong><span style="color: #800000;"><em>. </em></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #800000;"><em>Percorsi multimediali e interattivi tra i luoghi della memoria e la memoria dei luoghi.</em></span></strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>ORGANIZZATO DA</strong>: <em><span style="color: #800000;">Associazione Quarantasettezeroquattro con il sostegno dell&#8217;AISO</span><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>DOVE: </strong><span style="color: #800000;">Gorizia</span></p>
<p>“Topografia della memoria – Museo diffuso della città” intende colmare, in un’area ricca di storia come quella goriziana, l’assenza di momenti e luoghi <strong>di riflessione e divulgazione creativa della memoria storica locale</strong>. Si intende colmare questo vuoto attraverso la creazione di un <em>Museo diffuso </em>che leghi in un <strong>percorso interattivo e multimediale</strong> luoghi della città significativi non solo per la storia ufficiale ma anche per quella più privata dei cittadini. Il progetto vuole valorizzare e promuovere una riflessione sulla storia del goriziano dal Fascismo alla nascita della frontiera, periodo essenziale nella formazione, <strong>definizione e ridefinizione dei confini non solo geografici ma soprattutto identitari</strong> della popolazione goriziana.</p>
<p>Il nucleo centrale dell’iniziativa sarà la raccolta (in parte già avvenuta) delle testimonianze, delle <strong>storie di vita dei cittadini</strong> di Gorizia e Nova Gorica che hanno vissuto la nascita del confine e che ne hanno esperito anche la caduta. A partire dai racconti di vita &#8211; che andranno a creare un vero e proprio <strong><em>Archivio delle memoria</em></strong> &#8211; verranno selezionati e “riattivati” una serie di luoghi sensibili della città sotto il profilo della memoria pubblica e privata. Si creerà così una <strong>nuova “mappa” storica ed emotiva del territorio</strong>: una topografia della memoria di Gorizia e Nova Gorica. In questi luoghi, che andranno a creare un vero e proprio <strong><em>Museo diffuso a cielo aperto</em></strong>, il cittadino potrà interagire in modo attivo e partecipativo con installazioni interattive multimediali: schermi sensibili al tatto, a tavoli interattivi, altoparlanti che si attivano al momento del loro arrivo. Potranno compiere scelte in base alla propria curiosità, decidere su quali elementi concentrare l’attenzione spaziando fra contenuti vari che vanno dalla videointervista al filmato di repertorio, dalle fotografie d’epoca a mappe interattive, da filmati attuali a testi recitati. Le installazioni saranno concepite in maniera tale da far dialogare la storia pubblica e ufficiale con la memoria privata dei testimoni intervistati e dei visitatori. I luoghi scelti saranno punti di partenza di una pluralità di percorsi d’esplorazione storica del territorio assolutamente innovativa.</p>
<p>La realizzazione del progetto favorirà il recupero della memoria locale, la <strong>valorizzazione della specificità storica dei luoghi della città spesso dimenticati o nascosti</strong>. Ai cittadini più anziani – cioè i testimoni intervistati ma anche coloro che interagiranno con le installazioni &#8211; sarà così affidato il compito della trasmissione generazionale della storia vissuta e della memoria.</p>
<p>Il progetto proposto, intende innanzitutto sopperire alla riconosciuta mancanza di un progetto complessivo di raccolta e di analisi delle testimonianze e di tutti quei materiali che contribuiscono a formare la memoria pubblica, distinta dalla storiografia. Ma siamo altresì convinti che la proposta si profili come un’occasione unica di valorizzazione, anche turistica, della città, facendo leva su quanto di più prezioso il nostro territorio possiede e non sfrutta a sufficienza, ovvero la ricchezza storica dei suoi luoghi.</p>
<p style="text-align: left;"><em>(a cura di Alessandro Cattunar)<br />
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